Venerdì 8 Aprile 2016 - ore 21:00 - Teatro Comunale Filodrammatici ROCK ROSE WOW | Daniele Ninarello
TeatroDanza - Stagione di Prosa “Tre per Te”
Daniele Ninarello
ROCK ROSE WOW
concept e coreografia Daniele Ninarello
performance Annamaria Ajmone, Marta Ciàppina, Daniele Ninarello
drammaturgia Carlotta Scioldo
musiche Mauro Casappa - set Paolomatteo Patrucco
disegno luci Cristian Perria - produzione CodedUomo
Al termine dello spettacolo incontro con
CORRADO CAPPA, psichiatra
Un artista, Daniele Ninarello, che dal 2007 porta avanti una propria ricerca coreografica e di movimento che lo ha reso rapidamente uno degli autori più interessanti della scena nazionale. Uno spettacolo, “Rock Rose WoW”, che analizza da diverse prospettive il tema della corsa alla realizzazione del sé e della costruzione della propria immagine, riflettendo sulle molteplici personalità che si formano in noi e sulle infinite potenzialità sigillate e perse nel tempo.
Appuntamento di indubbio interesse a Piacenza per il cartellone di Teatro Danza della Stagione di Prosa 2015/2016 “Tre per Te”, organizzata da Teatro Gioco Vita, direzione artistica di Diego Maj, con Fondazione Teatri, Ater e il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano.
Venerdì 8 aprile alle ore 21 al Teatro Comunale Filodrammatici “Rock Rose WoW”, concept e coreografia Daniele Ninarello, chiude la programmazione dedicata alla danza contemporanea. In scena con Ninarello, Annamaria Ajmone e Marta Ciàppina; la drammaturgia è di Carlotta Scioldo, le musiche di Mauro Casappa, il set di Paolomatteo Patrucco e il disegno luci di Cristian Perria.
Al termine della performance è previsto un incontro con lo psichiatra Corrado Cappa, modera Roberto De Lellis, che cura il cartellone di teatro danza. L’iniziativa di approfondimento dopo lo spettacolo è proposta con l’Associazione Amici del Teatro Gioco Vita nell’ambito del programma “InFormazione Teatrale” sostenuto dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano.
“Rock Rose WoW” tenta di scolpire il profilo di tre distinti corpi che insistono verso il proprio “ego” facendo “tutto ciò che possono” e riconoscendosi in un meccanismo che si ripete senza evolversi. In mostra silenziose rivoluzioni dietro le quali si celano, come sostegno invisibile, le pieghe grottesche dell’animo umano. Il gioco è ora leggero e fugace, ora crudo e feroce. Analizzando da diverse prospettive il tema della corsa alla realizzazione del sé e della costruzione della propria immagine, riflettiamo sulle molteplici personalità che si formano in noi, tutte differenti, e sulle infinite potenzialità sigillate e perse nel tempo. Il tentativo è di indagare questo territorio per tradurre sulla scena la paura che si trasforma in coraggio, dove il corpo si duplica, triplica per raccontare tracce di una caduta innocenza, celate dietro la necessità di essere importanti, per essere riconosciuti qui ed ora, lasciando affiorare il timore di non esistere negli occhi di chi osserva. L’insistere dei corpi e il loro perdersi nei molteplici tentativi che sembrano non arrivare a compiersi, evocano contratture diaframmatiche e la difficoltà di portare a termine un respiro. Rock Rose è un fiore che in natura tende ad aprire e chiudere la sua corolla molto velocemente evocando sensazioni d’instabilità e perdita di controllo, tipiche degli stati di panico. L’uso di Rock Rose permette di convertire la paura in coraggio e il panico in capacità di razionalizzare le situazioni.
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